DELIRIUM TREMENS
Appese al soffitto due pale stanche cercavano, invano, di ricacciare indietro l'afa che ormai da giorni stringeva nella propria morsa l'intero paese. Dalla radio, una voce anonima, diceva qualcosa a proposito dei soliti, annosi, problemi mai risolti. Io me ne stavo seduto accanto alla finestra e, sorseggiando una birra, cercavo di capire chi fossero gli altri avventori che frequentavano quel locale ormai da sempre. Cosa facevano in quel locale di quel paese che, se non fosse stato per il cammino dei pellegrini, non sarebbe menzionato in nessuna mappa, dove lavoravano, quali hobby potevano avere? Non riuscii a darmi nessuna risposta. Dalla grata del finestrone, al quale mi ero seduto vicino alla disperata ricerca di un refolo di aria, scorgevo una coppia distinta, vestita d'intero punto, che aveva tutta l'aria di sentirsi superiore a quel posto. La conferma la ebbi quando lei, arrivata al bancone per prendere i caffè e i due bicchieri d'acqua, ebbe uno scatto d'insofferenza perchè non aveva un vassoio. La mia mente riformulò la stessa domanda di prima: cosa ci faceva li quella coppia, da dove veniva, dove era diretta con la canicola che arroventava le strade? Nessuna risposta nemmeno in questo caso. Sentivo però una strana sensazione attraversarmi il cervello, avevo come l'impressione di poter vedere l'intera scena da una postazione irreale. Impugnai la Nikon e scattai, lei sarebbe stata testimone e io avrei ricacciato indietro l'ipotesi che stavo perdendo la testa. Detti l'ultimo sorso alla birra ed uscii...
